domenica, Dicembre 4, 2022
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Tasse, imposte e contributi: ecco le differenze

Pur essendo termini di uso comune, non è sempre chiara per tutti la differenza tra imposte, tasse e contributi. Le persone li utilizzano spesso come sinonimi, ma vedremo che è errato perché si tratta di tre parole con tre significati diversi. Conoscere la loro accezione significa anche destreggiarsi meglio nella vita di tutti i giorni. Continua a leggere per capire cosa sono tasse, imposte e contributi.

Tasse imposte e contributi: ecco la differenza

Se è vero che nel linguaggio quotidiano si utilizzano come sinonimi, è anche vero che se ci si trova spesso a parlare di tasse, imposte e contributi si potrebbe cadere in errore confondendo i termini. Partiamo dal principio e chiariamo la definizione di imposta. Quest’ ultima è una prestazione obbligatoria per i contribuenti, i quali devono versare una somma di denaro commisurata in base alla loro capacità contributiva. Le imposte vengono pagate o allo Stato o ad altri Enti Pubblici. Un esempio sono l’Ires, l’Irpef e l’Irap. Nel caso delle imposte non si tratta di un corrispettivo per un servizio, ma di una cifra destinata al finanziamento di spese pubbliche.

Ed ecco che possiamo passare a parlare di tasse specificando la loro differenza con le imposte. Esse fanno parte delle spese divisibili, ovvero quella somma di denaro che avrà una destinazione ben precisa in base al servizio erogato per il cittadino. Ed è qui la differenza fondamentale con le imposte, ricordate? Con queste ultime non si può conoscere la prestazione fornita mentre con le tasse sì. Facciamo un esempio per essere ancora più chiari. La TARI, Tassa sull’occupazione di suolo pubblico è a tutti gli effetti un servizio chiaro e si sa con certezza per quale scopo è stata pagata la somma.

Cosa sono i contributi?

Ora che abbiamo capito la differenza tra imposte e tasse passiamo a comprendere cosa sono i contributi. Per farlo partiamo subito con alcuni esempi: è un contributo quel versamento agli enti previdenziali per la pensione, è un contributo quello unificato, ovvero il costo che serve per sostenere le vie legali. Infine si chiamano contributi anche tutti quei versamenti che i professionisti versano ogni anno per sostenere la cassa del proprio ordine. In gergo legale si dice che il contributo è un prelievo coattivo più simile all’imposta ma volto a sostenere opere specifiche e servzi pubblici specifici, proprio come avviene nel caso delle tasse.

Anche se contributo è un termine utilizzato per definire qualcosa di generico, è importante affermare che sia una via di mezzo tra tassa e imposta. Si tratta tuttavia di versamenti in denaro che ogni lavoratore e cittadino deve pagare per finanziare i pubblici servizi.

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