martedì, Maggio 24, 2022
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Prestito obbligazionario, cos’è? Interessi, caratteristiche

Il prestito obbligazionario è un tipo di versamento a lungo termine con cui un ente emette obbligazioni in favore di investitori, per chiedere una cessione.

A questo tipo di versamento ricorrono le imprese non possono emanare obbligazioni, per importi superiori al capitale versato e dell’ultimo bilancio confermato. Di conseguenza, la somma massima erogabile è decisa in proporzione alle quote concesse dai soci, formanti il capitale di rischio.

Per avere un’idea più precisa dell’argomento su cui sarà incentrato quest’articolo, rispondiamo alle domande che cos’è un’obbligazione?

Le obbligazioni sono, come avrete potuto intuire, una parte di debito che una data società contrae per autofinanziarsi. Garantiscono al concessore la restituzione totale del versamento in aggiunta di un interesse. Ecco le obbligazioni cosa sono.

La cessione di prestiti obbligazionari deve essere sempre approvata dall’assemblea straordinaria. L’ordinanza deve essere depositata entro 30 giorni presso la cancelleria del Tribunale.

Come funziona il prestito obbligazionario?

Come detto in precedenza, si possono emettere quote non superiori all’ultima versata nel bilancio, ma in alcuni casi è possibile anche aggirare tale limite. La regola può essere infranta in tre casi.

Il primo caso concerne le obbligazioni assicurate da un’ipoteca su degli immobili di proprietà sociale e fino ai due terzi del loro valore di mercato; la seconda ipotesi riguarda la presenza di titoli emessi dallo Stato, con scadenza non anteriore a quella delle obbligazioni.

L’ultimo caso consiste nel farsi rilasciare un’autorizzazione dal governo, per superare la somma dell’ultimo bilancio.

Nel momento in cui una delle cedole scade, si entra ufficialmente nel periodo di rimborso. A partire dalla data di termine, iniziano così a maturare anche gli interessi.

Il finanziamento obbligazionario è regolato da un programma che esplicita le condizioni della cessione e le caratteristiche dei titoli obbligazionari.

Le varie tipologie di prestiti obbligazionari

Le obbligazioni ordinarie si suddividono in due categorie: quelle a tasso fisso e quelle a tasso variabile. Nelle prime, l’interesse è predeterminato, nelle seconde, l’interesse è variabile.

I prestiti obbligazionari sono o alla pari o sotto la pari o sopra la pari, a seconda che l’importo del valore di emissione sia pari, inferiore o superiore al valore nominale.

Occorre prestare particolare attenzione al disaggio prestiti, ossia alla differenza fra il valore di una cessione obbligazionaria e il suo prezzo di emissione, quando il primo è superiore al secondo. Stiamo ovviamente parlando del caso in cui il prestito è sotto la pari.

Il versamento è valutato o in base al criterio del costo ammortizzato, tenendo conto del fattore temporale o del criterio del valore nominale, applicabile dalle aziende che formulano il bilancio in forma abbreviata.

Se si utilizza il criterio dell’interesse effettivo, allora i disaggi sono inclusi nel calcolo del costo ammortizzato. Si computa la differenza fra valore di emissione e nominale e si emette la registrazione di prestito obbligazionario partita doppia.

Dal calcolo della differenza e da altre condizioni, sarà possibile dedurre le concessioni da effettuare e i tassi di interesse.

Se si utilizza l’altro criterio, il disaggio di emissione è rintracciabile tra i risconti attivi ed attenuato a quote costanti.

Il prestito obbligazionario convertibile è, invece, destinato ad investitori e imprese. Si distingue per il fatto che consente di proteggere i finanziatori dai ribassi dei sottostanti e di ottenere guadagni, in caso di rialzo del prezzo.

E’ difatti permesso l‘esercizio del diritto di conversione ad un prezzo già concordato o rivendendo l’obbligazione a un valore superiore rispetto a quello a cui si acquista. Il tasso di interesse è però già determinato.

 

 

 

 

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