domenica, Settembre 25, 2022
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Prestito della Speranza 2022: cos’è, come funziona, come ottenerlo

L’epoca attuale si caratterizza per un gran numero di problematiche finanziarie in grado di colpire un soggetto piuttosto che un altro. Ciò spinge, inevitabilmente, verso la realizzazione di progetti, iniziative e sostegni capaci di dare una mano concreta e di gettare le basi per una ripresa degna di tale nome. Il Prestito della Speranza fa parte di quelle soluzioni ampiamente accessibili che nascono a fronte di una precarietà generalizzata particolarmente preoccupante. Questo prestito solidale vanta un gran numero di sfaccettature a dir poco vantaggiose. In virtù di ciò, occorre fare il punto della situazione spulciando le peculiarità chiave di un prestito Caritas di livello assoluto.

Origini e funzionamento di un sostegno solidale

Sebbene allo stato attuale ci siano poche novità in tal senso, il Prestito della Speranza Caritas continua ad avere una certa rilevanza sociale ed economica. Pertanto, è auspicabile che il prestito speranza Caritas torni auge nel corso del 2022, soprattutto per dare una mano a famiglie e imprese fiaccate dai rincari e dall’emergenza scaturita dall’avvento del COVID-19. Questo credito della speranza nacque nel 2009 e fu subito un enorme successo, tant’è che arrivò subito l’appoggio dell’Associazione Bancaria Italiana per perfezionarlo nel migliore dei modi. La Conferenza Episcopale Italiana ha istituito, come nel caso del Prestito della Speranza 2016, diversi piani di intervento.

Il primo riguarda i prestiti Caritas fino a 6.000 euro per famiglie disagiate. In merito al secondo, invece, si ha a che fare con finanziamenti Caritas per cooperative, piccole imprese artigianali e attività imprenditoriale per un importo massimo pari a 25.000 euro. Caritas Prestito della Speranza si basa, tra l’altro, su dei tassi d’interesse convenienti. con il credito sociale Prestito Speranza CEI per famiglie, si ha un tasso del 4%. Per Prestito della Speranza Cagliari che riguarda, ad esempio, una cooperativa agricola, il Taeg medio preso dalla Banca di Italia gode del 30% di sconto.

Prestito Caritas requisiti e documentazione

In attesa di un Prestito della Speranza 3.0, è bene ricordare quelli che sono i requisiti e i documenti da presentare. Famiglie, cassaintegrati, disoccupati, lavoratori che hanno perso il proprio impiego, giovani in difficoltà e persone affette da gravi patologie devono fornire agli uffici della Caritas Diocesana Prestito della Speranza documenti come la certificazione ISEE, la lettera di licenziamento o di conclusione del contratto e le eventuali certificazioni di ASL o INPS in grado di attestare una malattia o una forma di disabilità specifica. Una volta esauriti i controlli di rito, verrà comunicato l’esito nell’arco di 15 giorni feriali.

Se, invece, è una piccola impresa a voler beneficiare di un sostegno le cui specifiche sono presenti anche su piattaforma Prestito della Speranza e www.prestitodellasperanza.it, allora occorre procedere con un’altra tipologia di documentazione. A cominciare dal certificato che attesta l’iscrizione all’interno del Registro delle Imprese per poi passare al possesso di una Partita IVA. In aggiunta a ciò, il login Prestito della Speranza diventa praticabile con la presentazione del bilancio d’esercizio degli ultimi tre anni. Infine, occorre presentare un business plan ad hoc per concretizzare, in men che non si dica, un progetto legato all’iniziativa solidale della Caritas trattata sino ad ora.

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