giovedì, Ottobre 6, 2022
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Prestiti per over 60, requisiti, le regole 2022

Al giorno d’oggi, finanziarie ed istituti di credito non prevedono grosse criticità o problemi nel finanziare richiedenti che rientrano nelle fasce d’età superiori ai 60 anni o a concedere un mutuo per anziani e, in genere, questo avviene fino alla soglia dei 75 anni. Questo significa che nella fascia 60-74 sono previste solo alcune limitazioni e peculiarità, di solito inerenti alla durata ed al periodo di ammortamento.
L’aumento dell’età media e della qualità media della vita ha reso possibile l’ampliamento della platea dei soggetti a cui vengono concessi prestiti over 60 senza particolari requisiti e non mancano le proposte dedicate e le opportunità vantaggiose.

Requisiti

I requisiti richiesti per ottenere un prestito superati i 60 anni di età, sono quelli basilari: residenza in Italia, l’età in genere non superiore ai 70-75 anni e un documento di reddito dimostrabile. Ad oggi può bastare un qualsiasi cedolino di pensione e assegno previdenziale che non sia relativo ad una pensione di invalidità o assegno sociale (i cui minimi vengono ritenuti troppo bassi per calcolare una quota cedibile), e vi rientrano tutte le gestioni ormai in capo all’INPS, il principale istituto previdenziale del Paese. Sempre che il richiedente non sia ancora attivo dal punto di vista lavorativo e non abbia in essere un rapporto di lavoro (nel qual caso, anche a 60 anni si può parlare di prestito personale standard), in tutti i casi in cui il cliente sia titolare di pensione, allora si potrà parlare di prestito per pensionati.
Il primo esempio è fornito dalla cosiddetta cessione del quinto.

Cessione del quinto, cos’è?

In pratica, con questa forma di prestito, la finanziaria o l’istituto di credito trattengono la rata direttamente dalla pensione, prevendendo una quota cedibile non superiore al 20% dell’assegno previdenziale. In media, il massimo erogabile non supera i 50mila euro per un ammortamento previsto non oltre la durata decennale (120 rate). Nel caso in cui il richiedente abbia un’età compresa tra i 70-75 anni, è possibile che l’intermediario richieda la sottoscrizione di apposite polizze assicurative. Il principale vantaggio riguarda la facilità di concessione, data la possibilità di determinare perfettamente la quota cedibile (calcolo cessione del quinto), data la garanzia dell’ente previdenziale, e l’esatto ammontare delle rate senza necessità di dover effettuare pagamenti (data la trattenuta diretta). Il contratto, ad ogni modo, dovrà indicare il TAG, il TAEN, eventuali garanzie e coperture assicurative, importo erogato e modalità di rimborso.

 

Altre opzioni

L’alternativa più prossima per gli over 60 è data dai prestiti vitalizio ipotecario. Come suggerisce il nome dell’istituto, il prestito viene garantito dall’ipoteca accesa su di un immobile ed il cui ammontare arriva al massimo al 50% del valore dell’immobile stesso, ovviamente in percentuale a scalare all’aumentare dell’età.
La principale differenza rispetto alla cessione del quinto, consiste nella modalità del rimborso del prestito vitalizio ipotecario che, in quest’ultimo caso, avviene dopo la scomparsa del soggetto finanziato. Di norma, la banca o gli eredi provvedono a vendere l’immobile, e l’eventuale eccedenza del prezzo di vendita andrà a questi ultimi, sempre che gli eredi non siano interessati a riscattare l’immobile attraverso il riacquisto della quota ipotecata e del rimborso diretto alla banca. Ovviamente nel prestito ipotecario la durata è indefinita perché legata alla durata della vita del soggetto finanziato.

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