giovedì, Ottobre 6, 2022
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Prestiti per cassa, cosa sono? Definizione, norme giuridiche

I prestiti per cassa rientrano nella categoria dei finanziamenti bancari a breve termine che la banca eroga in base a determinati requisiti. E’ quindi utile per i clienti sapere come ottenerli.

Crediti per cassa e accettazioni bancarie

I finanziamenti bancari, con linee di credito a breve termine, sono prestiti concessi attraverso una procedura che si definisce credito o prestito per cassa. Le norme giuridiche e i regolamenti bancari prevedono sostanzialmente 3 situazioni in cui si può ottenere una sovvenzione  tramite lo strumento del credito di cassa: scoperto in conto corrente, sconto bancario del portafoglio commerciale e anticipo sulle fatture. Il fido di cassa, ossia il prestito di cassa, più tipico riguarda la richiesta di credito per il conto bancario quando scarseggia la liquidità e occorre effettuare pagamenti urgenti, in attesa di avere nuove entrate.

Scoperto in conto corrente e sovvenzione bancaria

La banca può quindi concedere un finanziamento, sotto forma di apertura di credito, quando il conto rischia di andare in rosso. L’istituto bancario mette a disposizione una certa somma in contanti che il cliente può usare in più fasi per fronteggiare le spese. Tuttavia, non bisogna esagerare con i prelievi e occorre fare anche dei versamenti, per mantenere il saldo in equilibrio. L’apertura di credito può essere allo scoperto solo per clienti che hanno un patrimonio solido. Esiste anche la linea di credito garantita ma, per ottenerla, serve una fidejussione personale, oppure un’ipoteca su un bene che faccia da garanzia. Attenzione allo scoperto, perché privati e aziende lo possono usare senza preavviso e neppure obblighi precisi di restituzione in tempi stabiliti. Se la banca si accorge che si ricorre troppo spesso allo scoperto, riduce o revoca la linea di credito.

Sconto in portafoglio commerciale

Si tratta della seconda forma di prestito per cassa e riguarda lo sconto cambiario, perché avviene quando si smobilizzano crediti, convertendoli in denaro contante, purché siano collegati a cambiali, pagherò oppure tratte. Quest’operazione si definisce sconto perché la banca anticipa il credito che il cliente vanta verso terzi anche se non è ancora scaduto. Questo tipo di smobilizzo si definisce anche castelletto bancario o castelletto di sconto. Il cliente incassa subito i soldi previsti dalla cambiale, ma deve cedere questo credito alla propria banca con la clausola “salvo buon fine”. Questo significa che se il debitore è insolvente, dovrà essere il cliente creditore a restituire la somma che la banca gli ha anticipato.

Anticipi su fatture

Gli anticipi sulle fatture, o ricevute di banca, si possono concedere con procedura simile alle cambiali. Tuttavia, le fatture non sono titoli di credito, ma documenti che provano semplicemente l’esistenza di un credito esigibile. La banca può usare il sistema di anticipo salvo buon fine anche per fatture e ricevute purché il cliente e imprenditore sia affidabile sotto il profilo patrimoniale e finanziario. L’istituto bancario però ha sempre l’ultima parola e può annullare questo accredito, se non avviene poi la riscossione effettiva della somma fatturata. E’ sempre consigliabile valutare a fondo con la propria banca le norme giuridiche e i regolamenti d’istituto prima di ricorrere al prestito per cassa.

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