PrestitiI telegiornali e l’opinione pubblica stanno iniziando a raccontare di un Paese che vede la luce in fondo al tunnel. La lunga crisi economica che ha attanagliato lo stivale e tutta l’Europa sembra essere alle spalle, lo ha confermato il ministro delle Finanze Piercarlo Padoan al Forum Ambrosetti di Cernobbio pochi giorni fa, parlando di una “ripresa lenta, ma ormai solida”. Pare ci siano le condizioni più favorevoli, come il calo del prezzo del petrolio e gli effetti del quantitative easing, ma il disagio sociale non si ferma.
La crisi sarà davvero finita quando raggiungeremo la piena occupazione e purtroppo la disoccupazione dilaga, ha numeri da capogiro. Il governo è intervenuto con il Job Act, stando ai dati, facendo salire il numero di nuovi contratti a tempo indeterminato. Infatti nei primi sette mesi di quest’anno nel solo settore privato si registrano +286.126, in crescita rispetto allo stesso periodo del 2014, anche i contratti a termine aumentano, così come la quota di assunzioni con rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati/variati sono passati dal 32,8% dei primi sette mesi del 2014 al 40,2% nei primi 7 mesi del 2015. Un ulteriore segnale viene dalla domanda di prestiti da parte delle famiglie italiane: +6,3% annuo in agosto, secondo Crif, che attribuisce il risultato allo scenario macroeconomico.
L’Osservatorio sul precariato Inps conferma anche che nei primi otto mesi del 2015 la domanda di prestiti è aumentata del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2014 (+13,1% i prestiti per acquisto di beni e servizi e +2,1% i prestiti personali).
Ci auguriamo che tutto ciò dia un impulso concreto all’economia reale.


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