domenica, Dicembre 4, 2022
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Prescrizione crediti commerciali: cos’è, quando avviene, le norme vigenti

Con prescrizione crediti professionali o prescrizione crediti commerciali si intende l’annullamento del diritto di credito quando il titolare non lo eserciti entro i termini previsti per legge. Difatti, tramite l’articolo 2934 del codice civile, la legge stabilisce che, se il creditore non esercita il suo diritto entro un determinato periodo di tempo, questo suo il suo diritto non è più considerato valido. Per poter comprendere meglio tutto ciò, bisogna partire dall’inizio.

Crediti commerciali quali sono e che cosa sono

Innanzitutto, occorre capire che cos’è il credito commerciale. Si tratta di una procedura che consente a un commerciante di acquistare beni o servizi da un altro commerciante tramite una sorta di prestito. Questo tipo di procedura non viene consentito da delle banche o istituti simili, bensì da delle aziende private.

lo scopo principale è quello dell’acquisto di risorse utili all’azienda del fornitore, senza doversi preoccupare immediatamente del pagamento. Questo tipo di prestito è molto efficiente e comodo, ma prevede comunque un certo numero di rischi per il fornitore. Quando si concede un credito commerciale, infatti, va analizzata specificatamente la situazione e verificare soprattutto qual è il rischio di insolvenza e non restituzione del denaro.

Crediti commerciali prescrizione: come funziona

Nel caso di problemi, i crediti commerciali possono essere estinti dall’azienda interessata, stando attenti però al quando. Difatti, se non si rispettano le tempistiche, c’è la possibilità che i debiti vanno in prescrizione e che il diritto di credito prescrizione non sia più valido.

Prescrizione pagamento fatture: le tempistiche

Le norme italiane vigenti prevedono che la tempistica standard di prescrizione dei crediti commerciali sia di 10 anni. Questo tempo, però, è molto relativo, e cambia in base a diversi fattori: dipende dal tipo di credito accumulato e da una serie di fattori comuni. Più in particolare, il credito può andare in prescrizione per determinati tipi di fatture:

  • Prescrizione in sei mesi: le tempistiche di prescrizione vengono ridotte a sei mesi nel caso di crediti per fatture presso strutture alberghiere e servizi di B&B;
  • Prescrizione in un anno. La prescrizione del debito di diversi beni o servizi per cui è stata emessa una fattura a credito avviene in un anno. Sono, ad esempio le provvigioni di mediatori o agenti immobiliari; i diritti per i contratti di trasporto per lavori svolti da ditte di riparazione e manutenzione; le prestazioni emesse da scuole e palestre private; i premi assicurativi, le retribuzioni per i prestatori di lavoro;
  • Prescrizione in tre anni: qui invece rientrano qui i diritti di rimborso di professionisti, come avvocati, commercialisti, medici, periti ecc;
  • Prescrizione in 5 anni. Prescrizione debiti commerciali per le fatture del canone di affitto, fornitura di prestazioni periodiche con pagamento a cadenza annuale, bollette del telefono;
  • Prescrizione in 10 anni: prescrizione per servizi o prestazioni che prevedono un pagamento una tantum, come l’acquisto di un veicolo, mobili, elettrodomestici.

Per verificare se è avvenuta la prescrizione di un debito occorre sapere quindi quanto tempo è trascorso dal giorno in cui questo credito è diventato esigibile. Da lì si calcola fino al giorno attuale in cui si esegue il controllo.

Prescrizione decreto ingiuntivo

Ci sono tuttavia svariati modi per interrompere la prescrizione e per far sì che il tempo decorra nuovamente da capo. Uno di questi metodi è quello di ricorrere al giudizio attraverso un decreto ingiuntivo. Vale a dire ossia la condanna al pagamento che il giudice emette, su richiesta del creditore, dietro presentazione di una prova scritta.

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