domenica, Settembre 25, 2022
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Finanziamento soci: come funziona? Chi lo può fare?

Oggi come oggi, realtà di ogni tipo cercano di mantenere una certa competitività attraverso qualunque mezzo. Dall’avanzamento tecnologico all’inclusione di nuove risorse umane, le strade da percorrere in tal senso sono davvero tante. A queste, poi, si aggiunge un viatico di carattere economico che si basa su un incremento delle risorse finanziare mediante un contributo altamente qualificato. Si tratta, in poche parole, del finanziamento soci, un’operazione ricche di sfaccettature meritevoli, pertanto, di un approfondimento ad hoc. Analizzando gli aspetti di questa manovra – che differisce dai versamenti in conto capitale – si potranno scoprire delle peculiarità capaci, in determinati momenti, di fare la differenza.

Finanziamento soci: come funziona e chi può farlo

Entrando nel dettaglio della faccenda introdotta poc’anzi, si può affermare che i finanziamenti soci siano un’occasione proficua per incrementare la disponibilità di un’impresa. La differenza sostanziale rispetto ad altre tipologie di investimento sta, per l’appunto, nella sua natura come investimento in antitesi con un versamento in conto capitale. Per cui, una volta effettuato il tutto, la società che beneficia della predetta erogazione ha l’obbligo di restituire la somma percepita. Il termine tecnico per qualificare quest’ultimo passaggio è postergazione, per cui il socio finanziatore assume il ruolo di postergato avvalendosi di clausole ben precise. Oltre a ciò, la voce comunicazione finanziamento soci rientra nelle passività del bilancio d’esercizio.

In poche parole, l’impresa di turno ha un debito nei riguardi dei propri soci. Tuttavia, a seconda dei patti stabiliti precedentemente, si può procedere sia con la postergazione significato (come visto prima) o, addirittura, con la rinuncia finanziamento soci. Una sentenza della Cassazione piuttosto recente afferma, infatti, che in questo caso l’impresa viene sollevata dall’obbligo di restituzione finanziamento soci evitando, così, qualsivoglia conseguenza dal punto di vista patrimoniale. Per quanto riguarda, invece, il socio o i soci che procedono con questa forma di intervento economico, c’è da dire che quest’ultimi devono avere almeno il 2% delle quote che compongono il capitale sociale. In più, devono vantare la qualifica di socio da almeno tre mesi.

Le varie tipologie di intervento

Dopo aver visto le caratteristiche generali del finanziamento mediante l’intervento dei soci di turno – con un focus anche sulle sfaccettature della postergazione del credito e della postergazione finanziamento soci – è opportuno vedere quelle che sono le tipologie di intervento previste dalla legge italiana. Il finanziamento fruttifero è un vero e proprio prestito che, poi, necessita di un rimborso con l’applicazione del relativo tasso di interesse.

Un’altra modalità a cui spesso si ricorre è quella del finanziamento infruttifero soci. In questo caso, il passaggio da libri in prestito ai soci (contabilmente parlando) prevede un’erogazione a fondo perduto. In alternativa a ciò, il socio di turno può richiedere la restituzione specificando, però, la mancanza di tassi di interesse aggiuntivi. Il finanziamento soci srl è, invece, regolato dall’ art 2467 cc. Il testo di questa norma sottolinea con forza la necessità di postergare il credito ceduto dal socio di turno. In più, dà un’ulteriore qualifica alla natura dei finanziamenti s.r.l. come sovvenzionamento per eliminare il disavanza tra perdite e patrimonio netto societario. Infine, i finanziamenti srls hanno numerosi vantaggi che, per esempio, il finanziamento soci infruttifero non ha – come la quota minima pari a un euro.

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