Per definizione, il microcredito indica la cessione di somme limitate di denaro da parte di enti bancari in favore di persone che vivono alla soglia dell’indigenza. Tali prestiti consentono agli individui, in gravi condizioni economiche, di recuperare, attraverso l’avvio di attività, una parte della loro ricchezza. Nel 2018, il movimento cinque stelle lancia l’iniziativa che vede la nascita di un microcredito, elaborato dai componenti dell’area panstellata. Questo finanziamento prende il nome dal partito che l’ha ideato, ha così origine il microcredito 5 stelle.

Esattamente come il microcredito tradizionale prevede, anche il supporto economico offerto dai seguaci e collaboratori di Grillo, non è diretto.

Con finanziamento non diretto, si intende che lo Stato non si fa garante delle concessioni ottenute: il denaro è erogato per mezzo di banche convenzionate. La garanzia è data dal fondo stesso.

Come funziona il microcredito 5 stelle?

Il movimento 5 stelle ha dato vita a tale fondo, richiedendo un netto taglio agli stipendi dei parlamentari, a cui si sono aggiunti contributi da parte dello Stato (30 milioni dallo Stato, 20 milioni dai deputati).

La sostanziale discrepanza col microcredito nazionale consiste nell’avere requisiti meno stringenti: il microcredito 5 stelle è più facilmente richiedibile da imprese appartenenti a diversi settori. Difatti, la concezione che sta alla base dell’origine di questo prestito è la convinzione che l’imprenditoria sia meritevole di sostegno economico.

Il progetto ideato non offre solo aiuti in denaro, ma avvalendosi della cooperazione di alcuni consulenti, riesce a procurare ai clienti altri tipi di assistenza, prima della richiesta stessa del prestito.

Oltretutto, si sono generate diverse iniziative, fra cui una degna di menzione concernente la regione Lazio. Ai cittadini e alle aziende laziali, è stato donato un fondo di 750 000 euro. La somma è stata destinata, perlopiù, a famiglie dotate di prole affetta da patologie gravi.

Costi, durata e tassi dipendono dalle banche con cui sono stati stipulati gli accordi.

Requisiti, opinioni e pareri

Generalmente, si può elargire un prestito di massimo 25 000 euro, mentre solo in alcuni casi la cifra può sfiorare i 35 000.

Sia lavoratori autonomi che imprese individuali che piccole imprese possono avere accesso a tal concessione, se presentano determinati requisiti.

Il lavoratore autonomo dev’essere in possesso di partita Iva da meno di cinque anni, le imprese individuali possono avere massimo 5 dipendenti, le piccole imprese massimo 10 impiegati. Occorre sempre, in ogni caso, presentare un piano di investimento includente tutte le spese.

Da non sottovalutare, oltre alle regole generali, quelle specifiche degli istituti bancari a cui ci si rivolge, molti di questi non accettano di prestare denaro agli iscritti nel registro dei cattivi pagatori.

Tutti coloro che, in passato, hanno avuto problemi con la restituzione di un finanziamento ricevuto, potrebbero incontrare complicazioni e dover provvedere a garanzie aggiuntive.

A livello di pareri ed opinioni, la stampa nazionale ha espresso la sua approvazione per tale progetto.

Il sito ufficiale del movimento riporta la fiorente crescita di migliaia di imprese e  la creazione di molteplici posti di lavoro.

Quotidiani cartacei, online e vari articoli sul blog dei 5 stelle riferiscono di testimonianze ufficiali che vedono da un lato clienti pienamente soddisfatti, dall’altro richiedenti che hanno visto la propria domanda respinta, per le più diverse ragioni.