decreto salva-bancheDa pochi giorni è scoppiato il caso delle quattro banche salvate dal Governo Renzi, che ha catalizzato l’opinione pubblica e purtroppo ha dato anche esiti tragici a Civitavecchia, il suicidio di un uomo che aveva delle obbligazioni nella Banca Etruria, uno degli istituti di credito coinvolti. Per non azzerare i conti dei correntisti, per non far perdere il posto di lavoro a chi opera in banca, e per non assistere in Italia alle scene viste in tv degli scatoloni davanti alla Lehman Brothers’, si è preferito far pagare la crisi delle banche a coloro che avevano sottoscritto obbligazioni e azioni. In realtà molte di queste persone che da un giorno all’altro si sono trovati con i risparmi di una vita evaporati, carta straccia, non erano a conoscenza del rischio a cui andavano incontro, perché si sono affidati alla buona fede del direttore o del bancario di turno.
Avevamo già segnalato su questo blog pratiche scorrette a danno del cliente che si rivolge alla banca per un mutuo che gli viene concesso se e solo se compra altri prodotti finanziari.
Certamente le azioni e le obbligazioni sono investimenti a rischio, ma non si possono chiamare speculatori dei semplici risparmiatori. Bisogna anche vedere come sono stati venduti, anzi piazzati con metodi poco limpidi. Apporre la firma su quel documento serve proprio a liberare la banca da ogni responsabilità. Questa però non è trasparenza: i formalismi presenti in pagine e pagine scritte in un linguaggio incomprensibile vanno a salvaguardare le banche, non le persone ignare di tutto ciò.
E’ la prima volta in Italia che gli obbligazionisti subordinati subiscono un annullamento del loro capitale in queste proporzioni ed è assurdo che per l’ennesima volta siano i cittadini onesti a pagare per gli errori di manager che hanno fatto buchi e che il governo intervenga con un decreto salva-banche.
Il commissario Ue ai servizi finanziari, Jonathan Hill ha dichiarato che CariChieti, CariFerrara, Cassa Marche e Banca Etruria hanno venduto prodotti inappropriati.
Alcune domande sorgono spontanee: la commissione d’inchiesta parlamentare riuscirà ad andare a fondo di questa vicenda in tempi non biblici? Ha vigilato la Banca d’Italia? Pagheranno con pene esemplari coloro che hanno rovinato la vita di migliaia di persone? Chi restituirà i risparmi a chi ha perso tutto?


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