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Credito al consumo, cos’è? Esempio, normativa, in Italia

Cos’è il credito al consumo? Quali sono i diritti e i doveri che sono previsti che qualsiasi richiedente. Vediamo se è una soluzione conveniente oppure no. Iniziamo dal comprendere la definizione di credito a consumo.

Cos’è il credito consumo

Il credito al consumo è un contratto che si instaura quando i venditori di beni, le banche o le finanziarie concedono un credito ad un consumatore. Il credito è una sorta di dilazione del pagamento che viene concesso per scopi estranei allo svolgimento di un’attività imprenditoriale o professionale e che riguarda solo l’acquisto di un bene o servizio.

Si tratta quindi esclusivamente di un credito concesso per ragioni di liquidità. Ad esempio, può essere concesso a chi ha necessità di acquistare un auto oppure un televisore o elettrodomestici di grandi dimensioni. Non è necessario inoltre indicare la finalità per la quale viene richiesto il prestito.

Con i prestiti al consumo il consumatore si assume l’impegno di pagare il prezzo al venditore per intero, secondo gli accordi stipulati nel contratto di compravendita.

Il consumatore sarà tenuto non solo a corrispondere la somma del bene acquistato, ma anche a pagare gli interessi che vengono calcolati sulle rate che saranno il compenso del venditore che ha concesso il prestito. Le rate quindi saranno composte da una quota che ricomprende il valore del prodotto che dev’essere pagato ed una quota di interessi.

Tutti i dettagli del contratto di credito ai consumatori verranno stabiliti dalle parti al momento della stipulazione dell’accordo.

Qual è il prestito al consumo in Italia

Il credito al consumo normativa Italiana prevede tutta una serie di disposizioni che permettono di comprendere al meglio come funziona questa opportunità fornita ai consumatori.

In primo luogo i prestiti per i quali si stipula un contratto del genere possono essere un prestito finalizzato oppure non finalizzato, carte di credito revolving e l’apertura di un conto corrente.

Per essere un contratto credito al consumo deve prevedere il pagamento di un finanziamento con interessi, deve prevedere quindi Tan e Taeg e non può interessare l’acquisto di un immobile.

Un’altra caratteristica fondamentale è la durata del credito che non può eccedere 5 anni e non può prevedere garanzie ipotecarie. Inoltre non può essere un prestito inferiore a 200 euro o superiore a 75 mila euro. Oltre questi casi non si può più parlare di credito al consumo.

Con questa tipologia di finanziamenti inoltre il venditore può valutare l’affidabilità creditizia del richiedente. Esistono delle banche dati e dei requisiti che permettono di escludere tutti coloro che non sono considerati affidabili.

I diritti del consumatore

In primo luogo la normativa prevede al consumatore il diritto di recesso pari a 14 giorni dalla data in cui firma il contratto. Il consumatore ha diritto anche ad una forma di assistenza da parte di chi concede il finanziamento.

Inoltre, ha il diritto di rimborsare il prestito in anticipo senza dover pagare nessuna penale. Il richiedente dovrà rimborsare l’intero capitale residuo in anticipo rispetto alla data di scadenza e se previsto dal contratto dovrà versare l’1% di interessi per il finanziatore.

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