domenica, Dicembre 4, 2022
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Cessione del quinto per dipendenti ditte individuali, ecco come funziona

I dipendenti delle imprese possono chiedere un finanziamento, se si trovano ad aver bisogno di una certa somma di denaro, per esempio per cambiare l’auto o pagare la retta dell’università ai figli. In genere la modalità praticata da chi presta i soldi, come le banche, per farseli restituire è quella di ottenere la cessione del quinto dello stipendio.

Se è pacifico che i dipendenti di imprese strutturate possono ottenere senza grosse difficoltà un prestito, si può dire la stessa cosa per i dipendenti di ditte individuali, cioè gestite da una persona fisica, come possono essere piccoli esercizi commerciali, attività artigianali? In altre parole possono accedere anche loro alla cessione del quinto? Daremo la risposta a questo quesito in questo articolo, sottolineando fin da subito che ci sono alcune differenze rispetto alle linee di credito a beneficio di dipendenti di enti pubblici e grandi aziende.

Come funziona il finanziamento

Allora cessione del quinto come funziona? Il dipendente di una piccola azienda o impresa individuale che volesse ricorrere al prestito con cessione del quinto dipendente privato, può recarsi presso una banca o una società finanziaria per effettuare l’apposita richiesta.

Naturalmente gli verrà sottoposto un modulo al quale allegare la propria documentazione personale. In genere l’istituto di credito chiede l’ultima dichiarazione dei redditi e le ultime buste paga, il codice fiscale, la carta di identità. Cosa farà la banca? Nel caso di esito positivo, concorderà le modalità di restituzione della somma prestata, coinvolgendo il datore di lavoro.

A volte, tuttavia, alcune banche tengono ad escludere le ditte individuali da coloro che possono ambire ad ottenere un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio. Tecnicamente, infatti, non è l’istituto di credito a trattenere la somma dal conto corrente del debitore, ma è il datore di lavoro che deve trattenere le rate del prestito e versarle al creditore. Perciò nel caso di cessione del quinto esempio, anche il datore di lavoro deve ispirare fiducia alla banca o alla finanziaria. Per quanto riguarda la durata del finanziamento, si va da un minimo di 24 mesi ad un massimo di 120 mesi: tradotto significa dai 2 ai 10 anni. In corso di rimborso c’è la possibilità di rinnovare la cessione. Ci deve essere, inoltre, una polizza assicurativa a tutela delle parti in caso di morte o perdita involontaria del proprio posto di lavoro.

Problemi nella cessione del quinto

Principalmente la maggiore difficoltà per la cessione del quinto ai dipendenti di ditte individuali è data dal fatto che il livello di rischio attribuito alle ditte individuali è piuttosto alto; sicuramente maggiore rispetto a grandi ditte, per non parlare della sicurezza dei dipendenti degli enti pubblici. Anche perché, in caso di morte del datore di lavoro, la ditta individuale viene a terminare e gli eventuali eredi potrebbero non essere propensi a proseguire nell’attività.  Pertanto, nonostante la presenza di una copertura assicurativa, può ben capitare che le banche rifiutino di istruire le pratiche di cessione del quinto per questa categoria di clienti.

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