lunedì, Settembre 26, 2022
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Cessione del quinto in caso di morte: tutte le conseguenze, chi paga

La cessione del quinto è una tipologia di prestito riservata ai lavoratori dipendenti e ai pensionati e si ripaga trattenendo dalla busta paga un quinto dello stipendio, oppure della pensione. Non servono garanzie aggiuntive e le tempistiche di restituzione variano in base alla durata del proprio contratto. Se si ha un contratto a tempo determinato, la durata del finanziamento non può superare quella del contratto. Si tratta di un prestito molto comodo se si ha una pensione o se si è dipendenti statali o privati. Ma, cosa succede in caso di titolare finanziamento deceduto? Al momento della sottoscrizione del prestito, il contraente deve obbligatoriamente, per legge, stipulare una polizza assicurativa. Tale polizza è a garanzia sia del rischio dell’impiego, che del rischio vita. Il rischio vita indica, appunto, il rischio che il dipendente, o il pensionato, muoia prima di aver estinto il proprio debito; di conseguenza, alla morte del debitore, entra in gioco la compagnia assicurativa.

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Come già anticipato, in caso di cessione del quinto decesso, ovvero di morte del contraente, subentra la compagnia assicurativa. Quindi, quando viene stipulato questo genere di contratto, ci sono tre parti che entrano in gioco. La prima parte è costituita dal debitore, che è il soggetto che chiede il prestito. La seconda parte è la banca, oppure un qualsiasi altro ente finanziario, che dà il finanziamento. La terza e ultima parte, è la compagnia assicurativa che stipula la polizza e che tutela l’ente in caso di morte del debitore. Allora, al momento del finanziamento morte intestatario, ossia della scomparsa prematura del contraente del finanziamento, la compagnia assicurativa salderà il debito rimanente. In base all’età del debitore, al suo sesso, al suo stato di salute generale, alla situazione lavorativa e alla durata del finanziamento, si calcola il premio assicurativo annuale. Se il soggetto è più in là con gli anni, quindi in caso di assicurazione cessione del quinto pensione il premio sarà più alto, perché è più probabile che muoia prima dell’estinzione del debito. Anche se il debitore è un uomo, il premio sarà più alto, perché gli uomini hanno un’aspettativa di vita minore e sono più soggetti a incidenti di vario tipo.

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È vero che, se il debitore muore prima della fine della restituzione del debito, paga l’assicurazione, ma bisogna tenere conto di alcuni fattori. Infatti, non sempre gli eredi del defunto sono esonerati dal non dover ripagare la quota restante in prima persona. Ci sono alcune situazioni che non vengono coperte per cessione del quinto in caso di morte. Vediamo quali sono. Molto spesso, tra i criteri di esclusione, c’è il suicidio del contraente, se questo avviene nell’arco dei 24 mesi successivi alla sottoscrizione della polizza assicurativa. Se la morte del debitore è causata da alcune azioni dolose, la compagnia potrebbe decidere di non saldare il debito e di farlo saldare agli eredi. Infine, se al momento della sottoscrizione esistevano già dei gravi problemi di salute (patologie croniche, oncologiche, ecc.) che poi saranno la causa della morte del debitore, la compagnia assicurativa potrebbe non pagare il debito residuo.

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