martedì, Settembre 27, 2022
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Cessione del quinto in caso di dimissioni, è possibile? Ecco come comportarsi

La cessione del quinto dello stipendio: cosa succede se si danno le dimissioni mentre è ancora valido il finanziamento? Cosa succede esattamente quando non si percepisce più uno stipendio fisso e si vuole ancora usufruire di questo contributo economico da parte della banca? La validità cessa o continua ad essere attivo con la ricezione della liquidazione post licenziamento o dimissioni?

Una piccola guida per questa evenienza particolare va stesa per riuscire a gestire la faccenda, soprattutto dopo aver preso la difficoltosa decisione di dare le dimissioni da un posto di lavoro. Per sbrogliare la questione, bisogna in primis stabilire di cosa stiamo parlando e di cosa si tratta esattamente.

Cessione del quinto cos’è: introduzione e guida

La domanda che molti si faranno per introdursi all’argomento è: cessione del quinto come funziona? La cessione del quinto, ad esempio, è una forma di finanziamento riservata ai pensionati e ai lavoratori dipendenti. Questo credito concesso può essere speso come meglio crede l’utente: non bisogna giustificare necessariamente il fine o lo scopo della richiesta.

Il finanziamento, nel tempo, si estingue con la trattenuta direttamente sulla busta paga percepita dal lavoratore. La cifra detratta, inoltre, corrisponde a massimo un quinto della somma totale. O, nel caso, dei pensionati, sulla pensione ricevuta mensilmente.

Cessione del quinto normativa: quali garanzie presentare?

Per ottenere il finanziamento, appare superfluo rimarcare l’importanza dello stipendio fisso. Essendo un contributo per dipendenti o pensionati, non occorrono garanzie aggiuntive rispetto a quelle garantite dal proprio lavoro a contratto.

Per i lavori a tempo determinato, la validità del prestito non può essere più lunga del contratto di lavoro. Per ottenere il finanziamento con più facilità, è importante tuttavia avere il requisito dell’anzianità: a seconda dei requisiti del Richiedente, sarà possibile ottenere un certo tipo di contributo o meno.

Esiste, anche, la cessione del quinto senza vincolo Tfr: si tratta di una richiesta speciale che avviene nel momento in cui il lavoratore dipendente abbia chiesto un anticipo del documento, per cui non ne dispone, oppure ha maturato anni di lavoro a sufficienza per ottenere la cifra necessaria.

Ma cosa accade quanto si danno le dimissioni? E cosa accade al quinto dello stipendio in caso di licenziamento?

Cessione del quinto e licenziamento o dimissioni: come funziona?

Cessione del quinto in caso di licenziamento o dimissioni, come fare? In questo tipo di situazione, sarà l’assicurazione a risarcire l’ente bancario o finanziario erogante.

Successivamente, toccherà invece al debitore ripagare la cifra stabilita all’assicurazione. In caso, invece, di dimissioni seguite da un nuovo impiego, la situazione cambia radicalmente. Cessione del quinto cambio datore di lavoro, cosa accade se si è cambiata l’occupazione? Sarà il nuovo responsabile dell’impiego dell’utente ad occuparsi della continuità del pagamento delle rate.

L’assicurazione, in questo secondo caso, non interverrà: sarà sufficiente che le rate vengano pagate continuativamente. Andrà notificata la banca in seguito al cambio di impiego: il datore non potrà rifiutarsi di effettuare la trattenuta in busta paga, in quanto la cessione del quinto è un diritto legale del lavoratore.

Cessione del quinto licenziamento: cosa cambia? Le cose funzionano in modo molto simile alle dimissioni, appoggiandosi all’assicurazione stipulata in sede di contratto.

Cessione del quinto non pagata, cosa accade? In casi estremi, si può procedere fino al pignoramento dei beni, nel momento in cui le somme di danaro possedute dall’utente non fossero sufficienti a ripagare l’assicurazione, ente incaricato di risarcire la banca.

 

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