giovedì, Maggio 19, 2022
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Cessione del credito, cos’è? Come funziona?

I sistemi economici nazionali ed internazionali presentano un gran numero di soluzioni e di specifiche per raggiungere degli obiettivi individuali o collettivi in maniera ottimale. Inoltre, l’acuirsi di determinate criticità a causa del coronavirus ha spinto istituzioni pubbliche e private verso la realizzazione di iniziative e proposte ad hoc capaci di risollevare il tessuto economico e sociale di riferimento. Con la cessione del credito si ha a che fare con una pratica regolamentata dalla legge in grado di condizionare positivamente numerosi settori. Allo stato attuale, è possibile incrociare opportunità come l’ecobonus 110 cessione credito. Quest’ultima, così come altre opportunità finanziarie, semplificano di molto ogni possibile iniziativa. Tuttavia, occorre fare il punto della situazione mostrando caratteristiche e funzionamento di un’attività legata al credito d’imposta.

Cessione del credito: cos’è e come funziona

Stando a quanto recita l’articolo 1260 del Codice civile, la cessione crediti d’imposta si basa sul trasferimento di un diritto di credito di una persona ad un terzo soggetto che si impegna, contestualmente, nella riscossione di quanto previsto dalle mani del debitore di turno. In altre parole, la cessione credito d’imposta si articola contemplando tre figure distinte: il cedente, ovvero un creditore che trasferisce la sua pretesa di credito d’ imposta; il cessionario, ossia, il soggetto delegato alla riscossione; il ceduto, il quale ricopre il ruolo di debitore.

Oltre al credito d’imposta – fondamentali per alcune misure di recente approvazione come la cessione del credito 110 – ci sono altre tipologie di credito come quelli fiscali e quelli commerciali. Di norma, la cessione del credito si suddivide in due tipologie. La cessione pro soluto si basa sul trasferimento di un diritto di credito privo di garanzie, per cui l’eventuale inadempimento danneggerà solo il cessionario. Per quanto riguarda, invece, la cessione pro solvendo, il cedente di turno assicura al cessionario l’esistenza e l’adempimento del diritto di credito scelto per l’occasione. Quindi, se il ceduto non rispetta i patti, il cessionario può contestare formalmente il cedente.

Quali sono i diritti di credito incedibili?

Esistono dei diritti di credito che non possono essere ceduti. Se il credito è personale (come quando un datore di lavoro vanta un credito specifico nei riguardi di un suo impiegato), non si può effettuare alcuna cessione. Lo stesso vale per quelle casistiche vietate dalla normativa italiana e per quelle situazioni in cui l’incedibilità del credito è stata sottoscritta sia dal cedente che dal ceduto.

I bonus e la detrazione per ristrutturazione

Ecobonus cessione del credito è uno degli argomenti che tiene banco attualmente in Italia. A ciò, poi, si aggiungono degli interventi specifici come detrazione ristrutturazione e cessione crediti ecobonus 110. Accedere a dei sostegni del genere può essere estremamente conveniente, soprattutto quando si punta a rinnovare la propria residenza abitativa rendendola performante e pienamente rispettosa dell’ambiente circostante. I soggetti previsti per l’occasione sono il cliente, l’impresa appaltatrice e la banca. Quest’ultime, poi, devono impegnarsi affinché l’erogazione della liquidità necessaria e le scadenze per l’ultimazione del progetto di ristrutturazione vengano rispettate senza alcun intoppo. Dopodiché, il beneficiario di turno riceverà un corposo sconto nella fattura finale.

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