domenica, Dicembre 4, 2022
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Cambiale protestata: conseguenze, prescrizione, cosa fare

 

Partiamo subito con una definizione: una cambiale protestata è tale quando non è stata saldata. Avviene quindi un pretesto verso una persona fisica oppure giuridica (una società quindi) che è a debito per non aver pagato una cambiale, una fattura o una rata di un mutuo.

Il protesto è un atto pubblico con cui l’Ufficiale Giudiziario constata il mancato pagamento e registra il debito. Questi poi notifica la richiesta al debitore, che prende il nome di protestatario.

Se si entra nel registro dei protestati per protesto cambiale conseguenze sono che non si può più accedere a finanziamenti o prestiti, per questo è meglio preoccuparsi per tempo delle scadenze ed eventualmente modificare gli accordi. Ma se è già accaduto, si può rimediare. Vediamo prima i diversi casi.

Cambiale protestata cosa fare

Esaminiamo il caso delle cambiali non pagate.

Cambiale protestata precetto: il precetto è un atto con il quale il creditore intima al debitore l’immediato pagamento del debito.

Cambiale protestata termine precetto: 10 giorni dalla ricezione dell’atto di precetto

Cambiale protestata conseguenze: la legge prevede che chi non saldi il pagamento di una cambiale entro il termine stabilito subisca immediatamente il protesto; in sede legale si può decidere anche per il pignoramento dei beni.

Cambiale protestata penale: la registrazione nella lista protestati della Camera di Commercio comporta il pagamento di una penale del 10% da calcolare sull’importo dell’assegno.

Cambiale protestata cancellazione: Il protestato a seguito di cambiali non pagate deve innanzitutto saldare i debiti accumulati. Successivamente deve richiedere la cancellazione dalla lista dei cattivi pagatori agli uffici della Camera di Commercio.

Cambiale protestata pagamento: entro 12 mesi

Cambiale protestata riabilitazione: se invece la cambiale viene pagata dopo i 12 mesi dalla notifica del protesto, si può ottenere un decreto di riabilitazione presentando richiesta al Tribunale competente. Solo allora si potrà procedere alla cancellazione dal registro protestati.

Come detto, per una cambiale non pagata conseguenze non sono leggere. La cosa migliore è cercare un accordo finanziario con il credito per effettuare il pagamento cambiale protestata il prima possibile e cercare di uscire dal registro dei cattivi pagatori.

Cancellazione protesto cambiale

Viste le diverse casistiche, bisogna dire che c’è il modo per essere cancellati dal registro dei cattivi pagatori. Non è un percorso semplice, e prevede il ricorso al Tribunale; per fortuna, se è la prima volta che vi capita, tutto sarà un po’ più semplice.

Il primo passo ovviamente è quello di saldare il vostro debito; quindi pagare la quota iniziale dovuta, oltre agli interessi e more previste, entro un anno dalla notifica del pretesto.

A quel punto, con la documentazione attestante il saldo, bisogna recarsi presso il Tribunale competente. Se è il primo caso di protesta in cui si incorre, in 25 giorni il proprio nome sarà cancellato dal registro. Se invece siete recidivi, è molto difficile che il vostro nominativo venga tolto.

Prescrizione

Per legge, la prescrizione per un pretesto è di cinque anni: significa che si ha la cancellazione protesti dopo 5 anni. E’ come se non fosse mai avvenuto, per quanto concerne l’iscrizione in elenco di cattivi pagatori. Il credito però ha sempre la possibilità di rifarsi per vie legali per avere quanto gli spetta.

 

 

 

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