giovedì, Maggio 19, 2022
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Assegno bancario e assegno circolare: caratteristiche e differenze

Ci sono alcuni strumenti di pagamento che, benché utilizzati praticamente ogni giorno, ci lasciano sempre qualche perplessità. Questo può essere il caso di chi, per esempio, si domanda qual è la differenza tra assegno bancario e circolare. Può esserci anche chi, invece, si domanda alla base come si compila un assegno, oppure cosa si intende per “assegno bancario non trasferibile“. Se anche voi vi siete posti almeno una volta queste domande, nelle prossime righe troverete le risposte.

Assegno bancario e assegno circolare: cosa sono?

Per iniziare è necessario specificare quelle che sono le caratteristiche degli assegni bancari e quelle degli assegni circolari. In primo luogo gli assegni bancari sono quelli emessi dal titolare di un conto corrente. Affinché egli possa emettere assegni, deve però prima richiedere all’istituto di credito e quindi essere in possesso del carnet degli assegni.

Per ottenere il libretto degli assegni è necessario comunque versare una somma, che generalmente va dai 4 ai 10 euro in base a quanto previsto dall’istituto di credito. Affinché l’assegno sia valido devono ovviamente essere presenti fondi a sufficienza sul conto corrente. In altre parole, le somme depositate sul conto corrente devono essere sufficienti per “coprire“, ovvero pagare, quelle di cui all’assegno.

Se sul conto corrente non sono presenti somme a sufficienza per coprire l’assegno, allora si parla di “assegno a vuoto“. In questo caso il notaio provvede a dichiarare che il titolo non è valido per mancanza di fondi e l’emittente va incontro a sanzioni.

Infine, l’assegno bancario, se la banca del creditore e quella del creditore si trovano nello stesso Comune (su piazza), deve essere incassato entro 8 giorni. Può essere incassato entro 15 giorni se invece i due istituti di credito si trovano in Comuni diversi (fuori piazza).

Assegno circolare

Invece, nel caso dell’assegno circolare, possiamo notare che la banca emettente provvede a stampare sia il nome del beneficiario che l’importo. Ciò in quanto la somma che il debitore deve al creditore deve essere depositata in banca. Quest’ultima rilascia quindi l’assegno circolare, che consiste quindi in un certificato che attesta che la somma è stata versata e che è disponibile per il ritiro.

Quando il debitore consegna quindi l’assegno circolare al creditore, quest’ultimo dovrà recarsi in banca e, previa esibizione del documento di identità, potrà ritirare la somma. È per questo motivo che gli assegni circolari non possono essere protestati, al contrario, come abbiamo visto, di quelli bancari.

Come compilare un assegno

Per concludere, una breve panoramica su come si compila un assegno. Bisogna in primo luogo distinguere tra assegni bancari trasferibili e non trasferibili. Gli assegni trasferibili possono essere ceduti a terzi, che dovranno apporre la firma sul retro (alla voce “Girata”). Gli assegni non trasferibili, invece, non possono essere ceduti bensì incassati solo dal beneficiario. Gli assegni per importi pari o superiori a 1.000 euro non possono essere trasferibili.

Affinché l’assegno sia valido deve essere compilato in modo completo. Devono quindi essere presenti:

  • luogo in cui viene emesso, per stabilire se l’assegno è in piazza o fuori piazza
  • data di emissione
  • importo in cifre, compresi due decimali
  • importo in lettere nella seguente forma: cinquecento/00
  • beneficiario
  • firma dell’emittente

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