wall street journal montiMentre il Governo Monti esulta per la riforma del lavoro, definita di portata storica, il Wall Street Journal attacca il premier Monti sul piano economico, definendo le soluzioni tecniche in maniera affatto lusinghiera. Le critiche del quotidiano americano sono in verità abbastanza banali, forse perché le soluzioni proposte fino ad ora dal Governo non sono poi molto complesse. Gli americani si sono accorti che l’economia italiana è in contrazione e che le tasse imposte non fanno altro che peggiorare una situazione già stagnante. Nell’articolo non vengono usate mezze misure: sotto i riflettori “l’innalzamento delle tasse sui redditi dei lavoratori ma anche su consumi e beni immobiliari che a parere di molti economisti ha un maggiore effetto recessivo rispetto ai tagli alla spesa”.
Tante tasse e pochi tagli. Sembra uno slogan da protesta ma purtroppo è la realtà. Non si tratta di accusare Monti dei suicidi degli imprenditori, come fa il populista Di Pietro, ma di metterlo di fronte ai dati di un’economia che si sta fermando per correre dietro a un pareggio di bilancio chiesto in tempi troppo brevi. Alcuni economisti si chiedono cosa farà Monti qualora la contrazione economica diventasse quasi cronica: ho una netta impressione, come il governatore Pilato se ne laverà le mani lasciando ad altri il compito di fare risorgere l’Italia.


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