prestito usuraSpesso ci si lamenta dei tassi di interesse di società di credito e banche, usando per queste il tono dispregiativo di “usurai legalizzati”. In realtà, non solo per questioni di vocabolario, bisogna fare chiarezza. L’usura è un reato che spesso non si ha il coraggio di denunciare per paura delle conseguenze ma è anche un male da evitare a priori per non cadere in una situazione di debito irreversibile. Per fornire un’idea più precisa delle possibili conseguenze dell’usura, descriviamo in sintesi una recente vicenda di cronaca ambientata a Nardò, in provincia di Lecce.
Un imprenditore a febbraio ha investito 65.000 euro per acquistare una cava. Mancandogli 10.000 euro per raggiungere l’ammontare della cifra, ha chiesto un prestito ad un privato, poi rivelatosi usuraio, che gli ha consegnato 7.000 euro, spiegando che i 3.000 euro mancanti erano da intendersi come interessi anticipati per il prestito. L’usuraio, oltre a pretendere ai fini di garanzia la consegna di due assegni da 5.000 euro, ha preteso la restituzione dei 10.000 euro entro quaranta giorni. Pochi giorni prima della scadenza, l’imprenditore, non potendo saldare il debito, ha dovuto versare all’usuraio altri 3.000 euro in contanti. La stessa procedura si è ripetuta fino a metà ottobre quando, a fronte del prestito di 7.000 euro, si è arrivati ad un debito di 20.000 euro. Finalmente, l’imprenditore si è rivolto ai carabinieri che hanno arrestato l’usuraio con l’accusa di estorsione ed usura aggravata.


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