partita ivaTgcom snocciola i numeri del tracollo telle partite Iva. Dal 2008 al giugno del 2013, secondo la Cgia, hanno chiuso l’attività 400mila lavoratori indipendenti. Negli ultimi cinque anni e mezzo la contrazione è stata del 6,7%. Sempre nello stesso periodo di tempo, ogni 100 lavoratori autonomi, ben 7,2 hanno cessato l’attività. Al 30 giugno di quest’anno il cosiddetto popolo delle partite Iva ammontava a 5.559.000 lavoratori.
Non c’è da sorprendersi: io quest’anno ho dovuto pagare 51.000 euro in tre mesi, più 25mila d’anticipo sul nuovo anno che diminuiscono con l’abbattimento dell’inps a 14.000. 65.000 euro in 4 mesi: se non avessi avuto soldi da parte avrei dovuto chiudere. Dicono che sia la batosta del primo anno del regime di impresa individuale. Non ho voglia di specificare qui i perchè e i per come. Certo che c’è un senso di frustrazione a vedersi prosciugare in maniera così netta quello che si è guadagnato negli ultimi dodici mesi. Tra una cosa e l’altra sono arrivato praticamente al 60% del peso fiscale totale.
In 400mila dunque hanno chiuso. Nel nuovo piano di stabilità non c’è un cenno a riguardo degli autonomi. Più che la crisi, pesano le modalità, come quella dell’anticipo dell’iva sull’anno dopo, come l’esagerata imposizione dell’Inps. Non si chiude per una nuova crisi, quella è mobile, liquida, passeggera. Le leggi invece sono foreste di pietra, immobili da decenni. Non c’è una riforma che sia incisiva, si cambia solo la corteccia, l’albero secca. Il mio cane annusa la radice, ci piscia sopra a va avanti. Vado avanti anch’io.


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