euroLa Banca d’Italia si è accorta che nel Bel Paese il credito al consumo è più caro rispetto alla media del resto d’Europa. Nonostante il controllo dei tassi da parte della Banca Centrale Europea, non si sono visti miglioramenti. Il tasso d’interesse praticato dagli istituti bancari italiani sulle nuove operazioni di credito al consumo è stabilizzato intorno al 10%: una percentuale considerevole, se si tiene conto che è oltre il 3,5% maggiore rispetto alla media europea.

Le forme di credito piu’ costose sono nell’utilizzo della carte di credito revolving con tassi che sono circa del 17%, cui seguono i finanziamenti finalizzati (poco inferiori al 12%), il prestito personale (11%) e la cessione del quinto (9% escluse le spese per le polizze): con tutto ciò le insolvenze registrano una crescita costante ed il pericolo è quello di una nuova crisi economica dovuta al rallentamento dei consumi. Si tratta di un circolo vizioso, considerando che le ristrettezze di liquidità portano con sè nuove esigenze di richiesta di prestito e diffidenza da parte di banche ed istitui che devono erogarli. Se proprio non potete fare a meno di fare domanda per un prestito, si possono adoperare tool di confronto prestiti che permettono una scelta più conscia delle condizioni di tasso migliori per ottenere il credito.


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