sospensione mutuoSta per scoccare l’ora della tanto sospirata sospensione dei mutui: il 1 febbraio 2010 segna infatti la data di inizio per la richiesta dell’interruzione del pagamento delle rate per 12 mesi. La provvisoria sospensione del pagamento, naturalmente, non è estesa genericamente a tutti, ma riservata alle famiglie che incontrano difficoltà economiche a causa della perdita del lavoro definitiva o della cassa integrazione. Purtroppo i tempi di approvazione non saranno brevi e allungheranno la trafila burocratica di circa due mesi: l’analisi consentita è di 45 giorni lavorativi e conoscendo le abitudini bancarie, probabilmente non ci saranno procedure accelerate.

Le banche avranno l’onere di decidere se la sospensione sia ristretta alla sola quota interessi o estesa all’intero ammontare della rata. C’è da sottolineare che il piano di ammortamento originale subirà uno rinvio pari al periodo di sospensione. L’accordo prevede inoltre che gli interessi proseguano la maturazione nel lasso di moratoria del mutuo. Nel caso in cui la banca offra la sospensione della sola quota capitale, il mutuatario sarò comunque obbligato a versare gli interessi che potranno essere relativamente elevati. Diversa, naturalmente, si presenta la situazione qualora la banca permetta la sospensione totale della rata, capitale sommato agli interessi: in questo caso la famiglia in difficoltà finanziarie sarà esentata dal versamento della somma durante il periodo della moratoria, ma dovrà tenere conto della scelta alla luce dei mesi successivi. Gli interessi maturati durante la sospensione dovranno infatti essere restituiti a cominciare dalla prima rata successiva alla ripresa dell’ammortamento con pagamenti periodici per una durata che sarà decisa dalla banca in base alle condizioni  del mutuatario. Il pericolo, in questo caso, è che una volta esaurito il periodo di sospensione ci si trovi ad affrontare, con rate maggiorate, una situazione ancora più problematica di quella a cui si è cercato di porre rimedio. Le banche dovranno quindi elaborare un piano di rientro del debito che non costringa le famiglie a nuove rate insostenibili.

 Si tratta insomma di una sospensione che sull’immediato avrà qualche beneficio ma sul lungo periodo potrebbe addirittura peggiorare le condizioni del mutuo: ancora una volta le banche dovranno dimostrare di essere etiche, un’impresa molto più difficile di una moratoria del finanziamento per la casa.


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