social network borsaIl 2011 della Borsa si apre con la proclamazione dell’approdo imminente dei social network nel mercato azionario. Da una parte Facebook ha lasciato trapelare che riceverà 500 milioni di dollari da Goldman Sachs, sulla base di una valutazione del social network di 50 miliardi di dollari. Lo sbarco dovrebbe avvenire nell’aprile del 2012, ma le pressioni del mercato e le esigenze della Goldman Sachs potrebbero anticipare i tempi. Agli investitori sarebbe richiesto un investimento minimo di due milioni di dollari e l’obbligatorietà di non vendere le azioni per un anno. I partner di Goldman Sachs potrebbero avvantaggiarsi del fatto che per loro non è stato invece fissato l’investimento minimo.
Intanto Linkedin, il più conosciuto tra i social network dedicati ai profili professionali, è finito nelle mira di Morgan Stanley, JPMorgan e Bank of America: questo fa presumere ad un approdo in borsa già prima della fine dell’anno.
In un momento di transito da una crisi di instabilità finanziaria dovuta anche a speculazioni pesanti sui titoli di borsa, c’è chi teme una nuova bolla. In effetti investire su quella che è una moda può essere rischioso: se il social network sia la futura forma strutturale di internet o solo un passaggio, è tutto da vedere. Di certo non si tornerà al web 1.0 ma la popolarità dei social è dovuta anche all’assenza di restrizioni, una forma di nuova anarchia che li rende popolari ma che mette anche a rischio la privacy e l’identità digitale. Quando subentreranno legislazioni più forti, i social potranno perdere il loro fascino e la loro forza che, è bene ricordarlo, è dovuta alla gente che li usa e li popola: gli investimenti vanno bene, ma non bisogna mai dimenticare il legame tra finanza virtuale e realtà, specie se la realtà, come nel caso di internet, muta nel tempo di un click.


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