reddito operaiCrollano gli stipendi degli operai: la relazione annuale di Bankitalia segnala un calo di 1236 euro dal 2006 al 2010. Anche i dirigenti pagano la crisi, con un calo di 5.760 ma a fronte di un guadagno di 38.065 euro. I lavoratori autonomi perdono invece 2.585 euro nello stesso periodo. Il reddito nazionale medio registra una contrazione di 880 euro, corrispondente ad oltre il 4%.
Il potere d’acquisto è quindi in calo. Non serve molto a capire che in situazioni simili è difficile dare una scossa all’economia stagnante. Se si considera che le categorie che hanno risentito meno della crisi in termini di reddito sono pensionati ed insegnanti, si comprende come sia difficile dare una spinta ai consumi. Logico quindi il ricorso ai tagli delle provincie e l’avvio del super-Inps che dovrebbe portare meno costi allo Stato. Queste riforme dovrebbero scongiurare l’aumento dell’Iva, che a fronte di redditi in ribasso sarebbe letale per l’economia. In tutta questa parabola c’è una sensazione di essere imprigionati in meccanismi difficili da scardinare: si parla non a caso di reazione. Ma solo quando verrà il tempo delle azioni ci sentiremo di nuovo liberi e anche l’economia, forse , ricomincerà a respirare.


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