pressione fiscaleLa pressione fiscale in Italia? Ai massimi livelli mondiali. Secondo l’Ufficio studi di Confcommercio la pressione fiscale sarebbe del 45,2% ma il valore effettivo ammonterebbe al 55%: un record. A seguire nella triste classifica la Danimarca, col 48,6 e la Svezia, col 48%.
A cosa è dovuta questa infausta medaglia d’oro? Secondo l’Ufficio studi, oltre alla pressione fiscale legale, anche al sommerso. I capitali sommersi non sono tassati e quindi chi paga, paga di più. Non è certo un a sorpresa. Secondo le stime il sommerso a livello nazionale supererebbe il 17% con un evasione di oltre 150 miliardi di euro di tasse. Ancora una volta si tratta di un record. Ne avremmo fatto volentieri a meno. Non faremmo invece a meno della lotta all’evasione sui grandi capitali. Appunto perché sono grandi dovrebbero saltare subito all’occhio, invece si insiste sulle operazioni al dettaglio. Troppo spesso si parte dal basso, dalla massaia senza scontrino, dal panettiere che non batte cinquanta centesimi per un pasticcino preso al volo. Qualcuno dice che è il concetto che conta, che è il senso morale. Peccato che il denaro non sia un concetto e con la morale abbia poco a che fare: raggiungere 150 miliardi, pari a 280 miliardi di imponibile, a forza di cinquanta centesimi non è affatto semplice. Chissà perché quando si tratta di spacciatori o delinquenti si aspetta sempre il “pesce grosso” e si lascia fare, quando si tratta di evasione si prende sempre il “pesce piccolo” mentre lo squalo passa sorridente strombazzando con la sua limousine.


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