mutuo immobiliareL’Osservatorio Assofin – CRIF – Prometeia ha confermato il rallentamento del credito al consumo in Italia nei primi nove mesi del 2010: diminuzione del 5,1% A fare da bilanciamento a questo dato, la crescita delle erogazioni di mutuo immobiliare, che segna un significativo aumento 14,6%.
I bassi tassi di interesse attuali hanno dunque dato una spinta agli investimenti immobiliari, che vengono viste come solidi, rispetto ad altre forme più aleatorie e soggette alle troppo frequenti fluttuazioni del mercato finanziario. Anche mentalmente, il possedere beni tangibili, ossia beni che si possono usare o abitare, conferisce sicurezza in confronto alla detenzione di azioni od obbligazione aleatorie: il senso di solidità è un toccasana psicologico contro la crisi finanziaria.
Tornando ai mutui, il vero boom riguarda quelli a tasso variabile, un tempo considerati rischiosi ed ora favoriti dall’abbassamento dei tassi e dalle nuove formule CAP a tasso massimo, che assicurano un rialzo non illimitato degli interessi. I mutui variabili arrivano così al 73% del totale, mente la durata è di solito superiore ai 25 anni. Gli importi più richiesti sono tra in cento e i duecentomila euro.


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