mercati obbligazionariIl periodo corrente ha caratteristiche di alta volatilità, a cui sono soggetti in particolare i mercati obbligazionari. L’incremento della volatilità e l’aumento rapido dei tassi di rendimento delle obbligazioni governative hanno costretto i paesi più a rischio default, la Grecia e l’Italia, ad un giro di volta: i governi scelti dagli elettori sono stati sostituiti da governi tecnici. Seppure la settimana scorsa si sia conclusa in territorio positivo per i mercati azionari europei, lo stesso non si può dire per i mercati obbligazionari. Questo perché gli investitori obbligazionari ben comprendono come la strada per la ripresa e crescita economica sia ancora in salita.
In Italia in particolare lo spread tra i BTP e i Bund tedeschi a dieci anni è salito sopra ai 500 bps. Oltre alla necessità imminente delle riforme, quindi, si aggiunge un ulteriore fattore critico: l’aumento del costo di finanziamento del debito pubblico.
Da rilevare come la crisi del debito europeo si stia propagando dalla periferia al “centro” dell’Europa: la riluttanza da parte di Francia e Germania ad impiegare risorse pubbliche per effettuare il tanto chiacchierato “trasferimento fiscale” dal centro alla periferia ha condizionato una già pessima performance del settore bancario francese a causa della sua esposizione al debito governativo italiano; in secondo luogo ne ha risentito lo stesso debito pubblico francese, con tassi a dieci anni che sono saliti fino al 3,5%.

Analisi a cura di Lemanik


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