pubblicitàGli investimenti pubblicitari sono sempre indica dello stato di salute dell’economia. I dati Nielsen per l’Italia sono purtroppo negativi: il primo trimestre del 2011 segna una riduzione del 3,2 per cento. Ad esultare solo il canale internet che segna un positivo del 14,9 per cento, mentre continua la crisi della radio, il cui -5 per cento non sorprende, e della stampa, che diminuisce del 6,7 per cento tra quotidiani e periodici.
Tra i settori che sono andati al risparmio, il largo consumo, il campo finanziario e assicurativo, con una contrazione addirittura del 25 per cento. Il settore automobilistico prova invece a contrastare la crisi aumentando le spese in pubblicità del 6,9 per cento.
Per il prossimo trimestre si prevedono miglioramenti, sulla scia dell’entusiasmo, non molto per la verità, del digitale terrestre.
Come diceva Henry Ford in una massima stracitata “Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio”. Speriamo che gli investitori si ricordino sempre di alimentare le lancette al giusto grado.


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