governo montiMentre il premier Monti, fischiato a Bergamo alla cerimonia del giuramento alla guardia di finanza, esorta all’ottimismo, un altro imprenditore del settore edile si suicida a Teramo pare a causa del ritardo di alcuni pagamenti. I due eventi naturalmente non sono collegati ma entrambi sono il segno di una crisi che sembra fare fatica a passare, sia dal lato economico sia sul versante psicologico. Chi si aspettava miracoli dal Governo tecnico è rimasto con un pugno di mosche. Il problema non è soltanto la tassazione elevata, quanto le vacue risposte sul mondo del lavoro: a ripensare alle frasi dette dal Ministro del Lavoro Fornero sui licenziamenti pubblici viene in mente Brunetta. Segno che poco è cambiato. Siamo in una situazione di assoluto immobilismo, condito da chiacchiere, proposte bislacche e poche azioni: è questa la vera crisi, politica prima che economica. Sembra che la classe politica adori lo status quo. E sembra che anche i ministri tecnici si stiano avviando verso quella strada: da maestri che sono hanno imparato presto.


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