vaticanoEtica e finanza sono un binomio che non va molto d’accordo. A dire di molti, proprio questa dicotomia influenza la situazione di crisi attuale, che ha sacrificato all’altare del capitale ogni forma di morale. Su questa linea, il Vaticano ha emanato un documento del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace che punta il dito contro accusa il “liberismo economico senza regole e controlli”. Il capitolato si intitola significativamente “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”. Una denominazione volutamente utopica in cui si pronostica l’avvento di un’autorità super partes che sappia mettere un freno al liberismo sfrenato.
Il documento individua tre colpevoli principali: utilitarismo, individualismo e tecnocrazia. A questi va posto un limite recuperando i fondamenti dell’agire morale, perché l’economia “ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento”. Trascurare questo aspetto significa mettere in pericolo anche istituzioni apparentemente solide come la democrazia. Vedremo se i governi ascolteranno l’appello di Benedetto XVI, presi come sono da questioni più pratiche che a volte sembrano in effetti avere dimenticato a priori qualsiasi forma di etica.


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