equitaliaProsegue lo stillicidio di attacchi ed azioni intimidatorie nei confronti di Equitalia, l’agenzia che ha il compito di riscuotere i tributi. A Roma quattro manichini sono stati impiccati di fronte alla sede di via Aurelia.  La rivendicazione di Roma Nord, gruppo di destra della capitale, punta il dito contro i metodi di riscossione coatta di Equitalia, giudicati poco ortodossi. Gli impiccati sono il simbolo dei suicidi per debiti nei confronti dello Stato.
A Napoli c’è stato lo scoppio di tre ordigni, per fortuna senza danni a persone, mentre a Forlì ci si è limitati ad imbrattare di scritte la sede di via Piancastelli, il tenore non è stato dei più teneri: “Porci, Usurai, Bastardi”.  Intimidazione con aggettivi da iracondo.
Certo che la rabbia montante dovrebbe porre una riflessione, altrimenti si rischia davvero uno scontro sociale. Ancora una volta è una questione etica: se il posticipato pagamento per errore tecnico viene equiparato a una frode fiscale volontaria, allora non si sta facendo giustizia ma solo legalità, burocrazia. Ne deriva un’immagine spietata che se associata alla sproporzione delle pene, come spesso si denuncia su internet, rischia di urtare anche le sensibilità più pacifiche. I gesti violenti vanno fermati, ma è altrettanto importante riformare i metodi di Equitalia: lo sceriffo di Nottingham genera nuovi Robin Hood, pronti a scagliare frecce avvelenate, e quando un bandito passa per eroe si arriva all’orlo della rivoluzione. Solo la tolleranza reciproca potrà cambiare radicalmente la situazione.


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