crollo vendite commercioLe percentuali parlano chiaro:-1,6% su rispetto al mese precedente e -6,8% su base tendenziale. E’ questo il dato relativo alle vendite al dettaglio nel settore commercio diffuso dall’Istat. E’ evidente la stagnazione economica che sta attanagliando l’Italia. Al di là della problematica degli acquisti individuali, che possono significare anche risparmio del superfluo, il prblema riguarda tutto l’indotto del commercio. Il pericolo è l’estensione della disoccupazione a settori per cui la mancata vendita corrisponde a mancata produzione. Non solo i commercianti, quindi, gli unici a doversi preoccupare, come pretenderebbe una visione ottusa. A questo punto il non ancora smentito rialzo dell’iva al 23% sarebbe un vero delitto, un investimento su qualcosa che non c’è. Ma questi discorsi di economia spicciola poco interessano ai soloni abituati alla macrofinanza. Si riempiono la bocca di spread e spending review ma intanto le famiglie non spendono più. Il portafogli si svuota per le tasse, aumenta la sfiducia nei consumi, le botteghe faticano a campare. Una situazione in cui è facile fare populismo: ma è davvero così difficile fare politica invece che finanza?


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