manovra montiIl commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn si è pronunciato sulle sorti dell’euro un maniera chiara: “Saranno i dieci giorni più critici”. Il commissario ha poi espresso parere positivo sulle intenzioni del primo ministro italiano Monti circa il programma di consolidamento del debito. Il premier Monti, da parte sua, garantisce che per lunedì sarà pronta una manovra “equa e rigorosa”. L’attesa più grande è quella della riforma delle pensioni, su cui l’appoggio dei sindacati è tutt’altro che scontato.
Questa situazione di crisi ci ha dunque condotti al paradosso: l’Italia è l’ago della bilancia dei destini dell’euro proprio nel suo momento di maggiore difficoltà. La riforma pensionistica rinviata per anni verrà fatta in pochi giorni da un tecnico non eletto dal popolo. Monti richiama tutti ad un senso morale di responsabilità ma intanto a Milano, dopo lo scandalo Penati, si allarga quello di Franco Nicoli Cristiani, vicepresidente della regione Lombardia, coinvolto in una storia di tangenti. Certo, Monti è un “tecnico” ma la morale è politica, e questo è un altro paradosso difficile da risolvere.


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