guida mutuoUn risparmio sull’onorario del notaio,di circa 300 euro su un mutuo standard di 130,000 euro. E’ quanto si può ottenere stipulando un mutuo con un istituto che iscrive un’ipoteca del 150% dell’importo finanziato,anziché del 200% come avviene nella maggior parte dei casi. Come mai? Per comprenderlo bisogna fare un passo indietro e capire come funziona il meccanismo dell’ipoteca.
Gli istituti di credito stabiliscono una percentuale,calcolata sull’importo del muto e non sul valore dell’immobile,che vuole come garanzia ipotecaria. Ciò significa che, nel caso in cui il mutuatario non sia più in grado di rimborsare il debito, quindi prevede che l’immobile venga prima espropriato e poi rivenduto.

Ma vediamo un esempio concreto.
Mutuo di 100,000 euro con un iscrizione ipotecaria del 200% la banca ha diritto di recuperare dall’importo ricavato dalla vendita dell’immobile fino a 200,000 euro. Diritto che scende a 150,000 euro se l’ipoteca e del 150%.
La differenza non è rilevante solo per la banca,ma anche per il mutuatario dato che la parcella notarile è parametrata sul valore ipotecato e non sul debito residuo.
Per un mutuo standard cioè 130,000 euro con un ipoteca del 150% (offerta oggi da pochi istituti bancari fra cui Che banca,Webank,e Cariparma) del debito contratto consente in parcella un risparmio quasi di 250-300 euro rispetto ad un ipoteca del 200%. Va però detto che spesso i notai fungono da ammortizzatori sociali perché riducono di molto le
tariffe.


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