cineseGli investimenti esteri in Cina non accennano a diminuire: nel 2010 sono cresciuti del 17,4%. Sono molte le imprese che guardano in Oriente: al basso costo della manodopera si uniscono i recenti passi in avanti riguardo alla volontà di tutela della proprietà intellettuale, uno degli anelli deboli del mercato cinese, che le fa guardare ancora con sospetto da alcune aziende occidentali. L’elevato flusso di investimenti esteri in immobili, fabbriche ed altri tipi di attività ha portato una grande quantità di liquidi, esponendo la Cina al rischio di inflazione.
Dall’altra parte, la disponibilità di denaro delle banche cinesi, la mette in grado di finanziare compagnie statali estere in cambio di forniture di materie prime e petrolio. L’attenzione si concentra soprattutto sui paesi in via di sviluppo, bisognosi di fondi di finanziamento. Si calcola che tra il 2009 e il 2010, la Cina ha superato pesino la Banca Mondiale in termini di prestiti, che sembrano anche avere condizioni più convenienti.
Il colosso cinese si muove quindi molto velocemente, influenzando l’economia mondiale anche grazie ai suoi investimenti all’estero. Il gioco economico e sociale interno sarà comunque molto importante nel futuro di questa grande nazione: costo del lavoro e tutela dei lavoratori saranno uno dei crocevia.


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