banche finanziamentiQuello della Confcommercio è un vero e proprio grido di dolore: le imprese stanche del diniego delle banche tendono a richiedere meno prestiti e nonostante ciò aumentano a quasi il 40% quelle che si vedono chiudere la porta in faccia. Il 70% dei finanziamenti richiesti sono per mancanza di liquidi. In un’altra prospettiva secondo il Cerved, crescono in continuazione le imprese che gettano la spugna scegliendo la strada della liquidazione volontaria. Secondo i dati raccolti nel 2012 le chiusure di aziende con i conti in ordine sono state 45mila con un incremento del 16% sul 2011. Ma quali sono i motivi che spingono all’abbandono volontario? Il passaggio generazionale è una voce che è sempre stata presente tra la cause di chiusura ma c’è anche chi chiude i battenti in Italia per aprire successivamente all’estero. Secondo Cerved, però, tra le cause dell’abbandono c’è anche la mancanza di prospettive: la crisi è anche nella mente degli imprenditori. Tornando a monte, la banche dovrebbero in qualche modo stimolare le imprese, fornire una sorta di maschera d’ossigeno, invece, chissà perché, sembrano fredde camere a gas.


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