banche agenzia entrateL’Agenzia delle entrate sta i controlli sulle banche. A finire sotto la lente di ingrandimento è l’utilizzo dei tax products, quei prodotti finanziari che consentono di guadagnare sul credito d’imposta abbattendo l’imponibile Ires. I primi istituti bancari a fere piena notizia sono Credem e BPM ma anche UniCredit, Intesa Sanpaolo e Mps sono sotto il mirino dei finanziari. Il meccanismo dei tax products è a tre poli: l’istituto nazionale stipula contratti con banche che si trovano in paesi con regimi fiscali più leggeri e ne trae di conseguenza beneficio.

Diverse le strategie adottate dai colossi bancari accusati di abuso di diritto tributario. BPM ha deciso di patteggiare una cifra intorno ai 200 milioni, in fronte ad una richiesta di 313 milioni dell’Agenzia delle Entrate. Credem ha scelto invece la via del ricorso, perdendolo, per le accuse riguardo a operazioni con Brasile e Gran Bretagna. A Credem resta ora l’appello alla Commissione regionale dell’Emilia Romagna ma intanto il caso potrebbe creare un precedente e le banche tremano: questo tipo di operazione finanziaria è infatti relativamente diffusa.


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