banca d'italiaStandard and Poor’s ha deciso di abbassare da BBB+ a BBB il giudizio sul valore di credito dell’Italia. L’analisi della società di rating non ha trovato buona accoglienza da parte della Banca d’Italia: il governatore Ignazio Visco ha messo in dubbio la consistenza del giudizio mentre il ministro dell’Economia Saccomanni ha rincarato la dose, affermando che la decisione del declassamento si baserebbe su vecchi parametri che non tengono conto delle azioni intraprese dal Governo Monti e dal Governo Letta. Resta il fatto che dopo il Fondo Monetario Internazionale, anche S&P sembra non gradire i rinvii dell’aumento dell’Iva e dell’Imu.
La politica del rigore sembra quindi una necessità ma nel frattempo ombre scure si allungano sul Governo attuale a causa della sentenza Mediaset. Non si vede il fondo di una crisi che è soprattutto di instabilità: in fondo la credibilità di uno stato si basa prima di tutto sulla fiducia che si nutre nello stringere patti, economici e non, con esso. Quindi scalare di un gradino nel giudizio di un’agenzia di rating è del tutto normale.


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